|
Massimo Oddo nasce a Pescara il 14 giugno del 1976. Secondo di due figli maschi, la sua è una famiglia di sportivi. Mamma Maria è stata una buona atleta mentre papà Francesco è stato prima calciatore e poi allenatore professionista nonché insegnante di educazione fisica. Il fratello Giovanni, invece, si è laureato in psicologia e ha avviato un’attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. L’infanzia e l’adolescenza sono quelle di quasi tutti i ragazzini italiani: grande passione per il calcio, ginocchia sbucciate e vestiti impolverati nelle eterne sfide di cortile. Fino a quando non entra nella “Renato Curi”, la migliore società di settore giovanile di Pescara che sotto la guida di Cetteo Di Mascio ha cresciuto altri importanti giocatori che tuttora militano tra i professionisti. Tra questi anche Fabio Grosso che Massimo ritroverà come compagno di Nazionale nella splendida avventura dei Mondiali di Germania 2006. Massimo compie tutta la trafila con la maglia della “Curi” fino al 1993, anno in cui il Milan lo nota e lo porta a Milanello assieme ad altri due compagni.
Tra questi c’è Roberto D’Aversa che Massimo ritroverà spesso da avversario nel corso della sua carriera. Due anni nella “Primavera” rossonera quindi il salto tra i professionisti con la cessione in prestito al Fiorenzuola (C1-A): stagione 95-96. Nel frattempo, dopo aver conseguito il diploma di geometra, Massimo si iscrive all’Università, Facoltà di Giurisprudenza a Parma. In Emilia Massimo non gioca moltissimo. Dunque l’anno successivo è costretto a ripartire ancora dalla terza divisione, questa volta nelle fila del Monza, società satellite proprio del Milan. Con i brianzoli resta fino a novembre quando va, sempre in prestito, al Prato. Le 20 presenze complessive totalizzate tra Monza e Prato evidenziano che il ragazzo si sta formando, tanto che si interessano a lui anche club stranieri come il Newcastle; ma il club del Presidente Berlusconi confida in lui e nella sua definitiva crescita e allora lo gira in prestito al Lecco, sempre in C, per la definitiva consacrazione. Prima dell’inizio della stagione agonistica, ad agosto del 1997, Massimo si concede un assaggio di azzurro, partecipando con l’Italia alle Universiadi che si svolgono a Sicilia e con la Nazionale Universitaria conquisterà il titolo di Campione del Mondo, anticipando di qualche anno il successo iridato con la Nazionale maggiore. La buona stagione a Lecco (20 presenze con una rete) gli schiude le porte della serie B.
Massimo nell’estate del 1998 torna a Monza. Obiettivo è la salvezza e lui diventa il jolly che permetterà ai biancorossi guidati da Pierluigi Frosio di raggiungere questo traguardo. Durante questa stagione, tra l’altro, conosce Claudia che di lì a 4 anni diventerà sua moglie. Il cursore destro non solo disputa una stagione di altissimo livello ma si trasforma in cecchino implacabile ogni volta che si presenta l’occasione di calciare delle punizioni dal limite dell’area. Quattro reti di cui una al Napoli che la stagione successiva, sempre con il consenso del Milan, lo ingaggia. I partenopei sono chiamati a risalire in serie A dopo due stagioni disastrose.
Un eccellente campionato (con un gol all’attivo) unito alla promozione in serie A degli azzurri consentono a Massimo di approdare finalmente in serie A. La prima stagione nella massima categoria la gioca con la maglia del Verona che lo acquista definitivamente dal Milan. L’approccio con la serie A è strepitoso, Oddo gioca 32 partite e realizza 4 reti, tutte determinanti per la salvezza degli scaligeri, che comunque arriverà dopo lo spareggio con la Reggina.
Una squadra piena di promesse importanti del calcio italiano. Con due di questi Massimo condividerà anche i trionfi con la maglia azzurra. Si tratta di Alberto Gilardino e Mauro German Camoranesi. Grazie all’ottima stagione con il Verona, su Oddo si concentrano gli interessi di diverse squadre di serie A ma ai nastri di partenza della stagione 2001-02, Massimo veste ancora la maglia gialloblù dei veronesi. Una stagione in chiaroscuro per la formazione guidata da Alberto Malesani. Esordio con gol alla Roma ma il Verona, nonostante Massimo migliori il suo score di reti (5) rispetto alla stagione precedente, a fine anno retrocede in serie B. A mitigare l’amarezza arriva per Massimo il matrimonio con Claudia, il 26 maggio del 2003, e la chiamata dell’ambiziosa Lazio. Con i capitolini Oddo gioca per 4 stagioni e mezza, vincendo una Coppa Italia (2004), ereditando da Alessandro Nesta la fascia da capitano, coronando il suo sogno di esordire in Europa (prima in Coppa Uefa e poi in Champions League) e giocare con la Nazionale. La convocazione di Giovanni Trapattoni arriva il 21 agosto del 2002 per la gara contro la Slovenia. E’ una nazionale reduce dai Mondiali di Corea e Giappone e il Trap nel tentativo di rifondare la squadra azzurra in prospettiva Euro 2004 convoca le migliori promesse del campionato italiano. Massimo parte dalla panchina ma subentra a Brighi al 1° minuto del secondo tempo, nonostante ciò la Nazionale non evita la sconfitta contro gli sloveni ma riuscirà a centrare lo stesso la qualificazione al campionato Europeo in Portogallo. Nel frattempo, il 30 novembre del 2003 Claudia dà alla luce il primogenito Davide.
Massimo prende parte alla spedizione azzurra ma la Nazionale uscirà anticipatamente dalla competizione anche per il sospetto 2-2 tra Svezia e Danimarca, avversarie dell’Italia nel girone di qualificazione. Per Massimo l’ascesa in campo sportivo coincide anche con l’impegno sociale. E’ durante la sua militanza nella Lazio che assieme al fratello Giovanni e a Gianluca Di Felice fonda la A.M.O., acronimo che sta per Associazione Massimo Oddo. Una onlus che attraverso la vendita all’asta di maglie e memorabilia originali, recuperati da Massimo durante i propri impegni sportivi, realizza nel corso degli anni, opere di solidarietà tra cui il sostegno dei bambini in un villaggio in India e macchinari ospedalieri donati al reparto di Pediatria Medica dell’Ospedale di Pescara.
Forte delle convincenti prestazioni con la Lazio, Oddo acquisisce sempre più considerazione nel clan azzurro ed è una delle colonne su cui Marcello Lippi poggerà la ricostruzione della sua Nazionale in prospettiva dei Mondiali di Germania 2006. L’avventura in terra tedesca è di quelle storiche, Massimo è tra i 23 eroi che riporteranno la Coppa del Mondo in Italia dopo 24 anni, la sera del 9 luglio del 2006. Durante i Mondiali, Massimo non gioca molto, complice anche l’ottimo stato di forma di Gianluca Zambrotta, ma il suo contributo all’interno dello spogliatoio azzurro è determinante. Al rientro dai mondiali, Oddo assieme a tutti i componenti della comitiva azzurra, viene celebrato dalla più alte cariche dello Stato e da una nazione intera e il 12 dicembre è insignito dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del titolo di “Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Il 2007 è un anno particolare per la vita e la carriera di Massimo.
A gennaio si realizza un altro sogno, quello di tornare al Milan, la squadra che l’ha lanciato. Fondamentale il suo apporto per i rossoneri allenati da Carlo Ancelotti che vinceranno dapprima la Champions League, prendendosi la rivincita sul Liverpool per 2-1 (23 maggio 2007), poi la Supercoppa Europea superando il Siviglia per 3-1 (31 luglio 2007) e infine la Coppa del Mondo per club in Giappone, battendo in finale il Boca Juniors per 4-2 (16 dicembre 2007). Nel frattempo decide anche di dare una svolta alla sua carriera universitaria, rallentata dai numerosi impegni professionali e sociali. Decide così di iscriversi al corso di Laurea per manager dello sport presso l’Università di Teramo, sede di Atri. Massimo ormai è un personaggio a 360 gradi. I pubblicitari si interessano a lui. La sua faccia da bravo ragazzo e il suo fisico statuario sono prodotti troppo ghiotti per non essere “venduti”. E allora prima la linea underwear di Dolce&Gabbana e poi Fred Mello lo scelgono come testimonial.
Quest’ultima punta su di lui e su Luca Toni come uomini immagine per la propria campagna pubblicitaria e, ironia della sorte, con Toni si ritroverà al Bayern di Monaco nell’estate del 2008. E nel 2008 Massimo e Claudia aggiungo un altro trofeo importantissimo alla propria bacheca di genitori. Il 27 dicembre infatti, viene alla luce il secondogenito Francesco.
La Germania evidentemente è scritta nel suo destino. Con la corazzata bavarese nelle cui fila militano giocatori di grosso calibro quali Ribery, Lucio, Podolsky, Klose e il già citato Toni, Massimo cercherà un’altra affermazione in Champions League e di vincere l’unico trofeo che manca ancora alla sua bacheca, ovvero lo scudetto in Bundesliga.
|